Nel mese di febbraio si è consolidata la crescita dei prezzi partita a cavallo d’anno, caratterizzata però nel corso delle ultime settimane da una domanda non particolarmente brillante.
Con il 27 di febbraio e lo scoppio delle ostilità in Medio Oriente si è assistito ad un’accelerazione del trend di crescita dei prezzi trainato questa volta anche da una domanda che è migliorata sull’onda delle preoccupazioni di fenomeni di shortage ed aumenti incontrollati dei prezzi dei coils, a seguito della crisi energetica che in molti temono caratterizzerà i mesi futuri.
Nessuno può prevedere con certezza quel che potrà accadere nei prossimi mesi, data la portata eccezionale degli eventi che stanno coinvolgendo lo scacchiere internazionale. La prudenza domina le decisioni e i clienti si stanno preoccupando di assicurarsi almeno degli stock di sicurezza per far fronte ad ogni tipo di scenario.
L’aumento improvviso dei costi energetici rischia di costringere la siderurgia, in particolar modo quella da forno elettrico, a rivedere in chiave rialzista i prezzi in modo del tutto straordinario, ripetendo forse dinamiche già viste in conseguenza della crisi del gas del 2022, a seguito dell’invasione Russa dell’ Ucraina.
Vale la pena di sottolineare come l’Italia sia più esposta, sotto questo punto di vista, rispetto ad altri paesi europei, in quanto più dipendente dalla tecnologia EAF e dalla rilaminazione dei coils.
Questi processi produttivi richiedono grandi quantità di energia e, a differenza dei forni tradizionali BOF, mediamente più diffusi a livello europeo, non hanno meccanismi di recupero dell’energia che consentano di abbattere i costi in modo sensibile durante le varie fasi di produzione.
Si sta profilando anche la possibilità di assistere ad alcune interruzioni dell’offerta da parte di importanti fornitori, in attesa di stimare l’impatto della chiusura dello Stretto nel Golfo Persico, dal quale provengono enormi approvvigionamenti energetici per l’Europa e per l’ Asia.
Restano anche le incertezze normative soprattutto in merito al costo dei certificati CBAM e alle quote di Salvaguardia, che modificheranno sensibilmente le dinamiche d’importazione dei coils.
Preservare le scorte di prodotti strategici e di difficile reperibilità sta diventando un abitudine dei distributori e trasformatori.
Probabilmente nelle prossime settimane si assisterà ad un ulteriore impennata delle quotazioni, dall’entità difficilmente prevedibile, ma strettamente legata a quel che accadrà sul mercato dell’energia.